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Protocollo di utilizzo della ossigenoterapia
iperbarica (OTI) nella osteomielite cronica refrattaria |
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Lettura tenuta alla riunione G.I.S.T.I.O. nell’ambito del congresso
S.I.O.T, in Roma 16/11/03, dalla Dott.ssa Laura Vernotico.
Centro Iperbarico di Ravenna. Responsabile dott. Pasquale Longobardi
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1.
e-mail: iperoxy@sira.it
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2.
Dalla letteratura emerge che un’antibiotico-terapia mirata (meglio
l’associazione di due antibiotci) e il debridemnt chirurgico hanno
una buona efficacia terapeutica nel trattamento della osteomielite non
complicata.
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3.
La Medicina delle prove di evidenza da’ pareri controversi
riguardo l’utilizzo dell’ossigenoterapia iperbarica nel trattamento
dell’osteomielite refrattaria.
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4.
Proprio il Ministero Superiore di Sanità ha decretato
i criteri di inclusione dei pazienti con osteomielite refrattaria al trattamento
con ossigenoterapia. Tali criteri sono: una diagnosi certa, almeno 6 settimane
di trattamento antibiotico mirato e un debridement chirurgico eseguiti
senza successo, inoltre un ulteriore debridement (se necessario) dopo
le prime 30 sedute OTI.
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5.
Altri criteri di inclusione sono il tipo di osteomielite: l’ossigenoterapia
iperbarica è appropriata negli stadi III e IV secondo la classificazione
anatomo-patologica di Cierny-Mader.
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6.
Inoltre, quando vi è compromissione sistemica o locale.
Da alcuni studi è emerso che la maggior parte degli insuccessi
terapeutici è dovuta alla presenza di fattori di compromissione
ed è proprio lì che va ad agire l’ossigeno iperbarico.
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7.
Da alcuni studi emerge che l’outcome dei pazienti diabeti
è peggiore rispetto ai pazienti non diabetici, sia per quanto riguarda
le ricadute che le amputazioni.
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8.
Anche per i pazienti con patologia vascolare l’outcome
è peggiore, rispetto ai pazienti non vasculopatici.
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9.
Un’altra variabile, per quanto riguarda l’outcome
del paziente, è il tipo di batterio coinvolto. Outcome peggiori
si hanno in presenza di Pseudomonas Aeuriginosa e Stafilococco Aureo.
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10.
L’OTI ha un ruolo importante come terapia antibatterica,
in quanto, in associazione ad un antibiotico mirato e sinergico, determina
la diminuzione della carica batterica soprattutto nei pazienti diabetici.
Dallo studio a lato si osserva che la carica batterica di una cultura
di Stafilococchi e opsonine si riduce proporzionalmente al crescere della
concentrazione di ossigeno, mentre ciò non avviene se le colture
sono messe in aria ambiente.
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11.
Programma terapeutico offerto al Centro Cura Ferite Difficili dell’USL
di Ravenna.
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12.
Il programma terapeutico prevede un pacchetto prestazionale,
che consiste in una consulenza ortopedica ed una prima pulizia chirurgica,
un’ antibioticoterapia mirata di almeno 28 giorni, 30 sedute di
ossigenoterapia iperbarica ed immunoterapia, con medicazioni avanzate.
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13.
Dopo le prime 30 sedute di ossigenoterapia iperbarica si fa una
valutazione radiologica e se necessaria una seconda pulizia chirurgica,
poi si prosegue con ulteriori 10 sedute di ossigenoterapia iperbarica,
con l’antibiotico, l’immunoterapia e le medicazioni avanzate.
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14.
L’ossigenoterapia iperbarica è appropriata nel
trattamento dell’osteomielite cronica se associata alla chirurgia,
all’antibioticoterapia mirata e all’immunoterapia.
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