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Nella maggior parte dei casi è secondaria a gravi fratture esposte
oppure è la conseguenza di una complicazione settica postoperatoria.
Meno frequentemente è secondaria ad una osteomielite acuta ematogena.
Oltre a derivare da un'osteomielite acuta non risolta, l'osteomielite
cronica può esordire come tale "ab initio".
In base alla patogenesi dell'infezione è quindi possibile
distinguere:
L'agente patogeno più frequente è lo Stafilococco
Aureo. Nelle osteomieliti croniche fistolizzate è frequente la
presenza dello Stafilococco Aureo, successivamente lo si può trovare
insieme allo Pseudomonas Aeruginosa. Nelle forme ancora più avanzate
nel tempo oppure recidivate è più comune trovare solo lo
Pseudomonas oppure l'Enterococco o lo Stafilococco Epidermidis. |
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I meccanismi principali per i quali una infezione acuta ossea può
cronicizzare sono i seguenti:
- la flogosi da inquinamento batterico ostruisce i vasi che alimentano
un settore osseo,
- l'osso necrotizza e non viene riassorbito, diventa così
"sequestro",
- le pareti della cavità ascessuale dell'osso, a differenza
di quanto avviene nei tessuti molli, non possono collabire,
- attorno al sequestro si forma un involucro di osso addensato, la
"cassa da morto", che è una barriera difensiva ma nello stesso
tempo è anche una barriera per la diffusione di antibiotici.
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Le osteomieliti croniche di questa categoria esordiscono come tali "ab
initio" e non derivano da un'osteomielite acuta non risolta.
Sono relativamente infrequenti e se ne distinguono due varianti principali:
1. Ascesso centrale dell'osso, denominato anche
ascesso di Brodie od osteomielite piogena subacuta. E' costituito
da una cavità ossea unica colma di tessuto flogistico a carattere
cronico, senza o con scarsa presenza di materiale purulento. (Perry C.:
"Bone and Joint Infections". Martin Dunitz, 1996: 1-7).
È tipico dell'età giovanile ed insorge nelle metafisi delle
ossa lunghe, specialmente femore e tibia. Con l'accrescimento osseo possono
restare verso la diafisi. Il sintomo tipico è il dolore, mancano
segni e sintomi sistemici (Campanacci M.: "Clinica Ortopedica",
Patron Ed., 1989:213-234).
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2. Osteomielite sclerosante, o osteomielite eburneizzante
o di Garrè. È una forma rara che si manifesta dalla seconda
infanzia fino all'età adulta con dolore e ingrossamento diafisario.
Istologicamente accanto ad un osso assai denso, si osserva una fibrosi
midollare con aspetti flogistici cronici assai lievi o assenti. L'esame
colturale risulta molto spesso negativo (Campanacci M.: "Clinica
Ortopedica", Patron Ed., 1989:213-234).
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1. Osteomielite cronica secondaria ad acuta ematogena.
Le forme secondarie alla osteomielite ematogena non differiscono come
clinica da quelle post-traumatiche se non nel fatto che all'anamnesi
manca l'evento traumatico. Spesso la storia del paziente è
caratterizzata da pregressi interventi di pulizia chirurgica e da periodi
di benessere con assoluta assenza di sintomi. Frequentemente attorno ai
50 anni di età vi può essere una recidiva, senza nessuna
causa apparente.
2. Osteomielite cronica post-traumatica. Le cause più
frequenti di osteomielite cronica sono le fratture esposte e le complicazioni
settiche post-operatorie. Dal punto di vista istologico l'evoluzione
del quadro flogistico verso una forma attenuata o recidivata assume i
caratteri dell'osteomielite cronica: zone di osteolisi colme di
tessuto di granulazione edematoso e di pus. Le cavità possono contenere
grossi sequestri, rappresentati da masse di osso spongioso o da lunghe
irregolari schegge di corticale. Il sequestro è circondato da tessuto
di granulazione e pus, che lo isolano dall'osso circostante, rendendolo
facilmente enucleabile.
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Attorno alle cavità e ai sequestri, l'osso è ispessito,
in parte compatto, eburneo. All'interno e all'esterno dell'osso
cronicamente infiammato e nelle pareti delle fistole, il connettivo si
addensa e forma un tessuto sodo, compatto, biancastro ed edematoso (Campanacci
M.: "Clinica Ortopedica", Patron Ed., 1989:213-234).
Le cavità in cui si formano i sequestri comunicano con l'esterno
attraverso tramiti fistolosi muscolocutanei che creano un gemizio purulento
o siero-purulento cronico. Le fistole possono chiudersi temporaneamente
(Misasi N.: "Ortopedia e Traumatologia",UTET,1988), ma questo
evento non significa che l'infezione è scomparsa.
Quadro clinico dell'osteomielite cronica: la sintomatologia dolorosa
di solito è modesta senza interessamento sistemico, a differenza
della forma acuta.L'andamento delle forme croniche è connotato
da periodiche riaccensioni della sintomatologia con febbre, dolore, arrossamento
e calore locale e riapertura di fistole. Si associano talvolta distrofia
cutanea, discromia e aderenze cicatriziali, indurimento dei tessuti molli
e ingrossamento dell'osso (Campanacci M.: "Clinica Ortopedica",
Patron Ed., 1989:213-234).
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